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Morgan765

  hace 4 meses

Una favola a 4 zampe - Pako e il Ponte dell'Arcobaleno (feat. Morgan-Bea-Pesce-Toc-Robin)
Cerrado

Pako stava seduto in mezzo al Grande Prato Verde. Una leggera brezza gli accarezzava il muso mentre osservava stupefatto il più bel prato che gli fosse capitato di vedere in vita sua. Avrebbe voluto correre, rotolarsi nell'erba, annusare, esplorare quel ben di Dio che gli si parava davanti, ma qualcosa gli diceva di star fermo ad aspettare, così ubbidiva al suo istinto e non muoveva un muscolo. Sapeva di essere morto, il Ponte dell'Arcobaleno era un argomento di cui tutti i cani del mondo parlavano fra loro; sapevano che il loro tempo sulla Terra era breve e che un giorno sarebbero andati avanti da soli, ad aspettare chi li aveva amati.
Nella grande lotteria della vita Pako aveva estratto un biglietto vincente. Una famiglia che lo aveva amato, rispettato, curato.
E in virtù dell'immenso amore che anche lui aveva provato per loro, quando la vecchiaia aveva cominciato a regalargli i primi acciacchi seri, aveva indossato l'armatura e iniziato a combattere. Aveva resistito, indomito, a mille tempeste, ma poi era arrivata la chiamata a cui nessun essere vivente può sottrarsi e a malincuore era dovuto partire. Gli faceva male ricordare quei momenti, avrebbe voluto dire a sua madre che l'aveva sentita fino all'ultimo respiro e che se n'era andato felice perché la sua vita lo era stata ogni giorno. "L'amore da cui sei stato circondato basterà a riempire il tempo dell'attesa, un giorno sarete di nuovo insieme" si disse ricacciando indietro una lacrima.
All'improvviso scorse tre figure che s'avvicinavano: un gatto siamese, una cagnolina bianca e marrone e un buffo pesce rosso che saltava di continuo. La faccia del siamese non prometteva nulla di buono, borbottava qualcosa che lui non capì; la cagnolina gli rispondeva a tono chiamandolo "impiastro" e il pesce rosso tentava di fare da paciere fra i due.
"Ciao, Pako" lo salutò il pesce rosso quando gli fu davanti; "Io sono Pesce, l'artista del Ponte! Lei è Bea e l'impiastro è Morgan. Benvenuto sul Ponte".
"Ciao" abbaiò Pako emozionato e un po' perplesso, quel siamese gli ispirava una certa diffidenza. Cercò di non darlo a vedere, Bea però gli lesse nel pensiero e abbaiò piano "Miagola a vanvera, ma non morde".
"Vuoi vedere?!" ruggì Morgan, inviperito perché gli era toccato ancora il turno per un cane. Il Vento glielo faceva apposta, lo spediva di continuo a dare il benvenuto a qualche cane e mai a un gatto, quando era evidente che erano i gatti gli esseri superiori, i padroni del mondo! Ci vuole un altro reclamo, pensò.
"Andiamo, Pako" abbaiò Bea "c'è tanto da vedere. Puoi chiamarmi Principessa, se vuoi". Lui pensò che Principessa non era un nome adatto perché lei era come minimo una regina, ma stette zitto.
"La prima fermata sarà al Fiume d'Argento" proseguì Pesce "ti darò un assaggio della mia arte, figliolo, io ballo, salto e piroetto, imparai nel Luna Park ove nacqui e vissi in gioventù...vengono da tutto il Ponte ad applaudirmi, sai!" gongolò. Arrivati a destinazione Pako
assistette allo spettacolo in suo onore divertendosi moltissimo, Pesce era fantastico anche se a dire il vero - avendo avuto Bea vicina tutto il tempo - s'era perso qualche piroetta, dato l'impegno che aveva messo nel guardare anche lei.
Visitarono tutto il Ponte, poi mentre s'incamminavano per tornare indietro videro Robin e Toc correre verso di loro abbaiando da lontano: "Sbrigatevi, stiamo aspettando voi!"
Morgan, che non conosceva Robin, inscenò una mezza tragedia: "O Supremi, o Sommi, o Eterni Felini d'Egitto! O Sacri e Potenti Padri miei, un altro cane! Cani, sono circondato da cani! E ora questo chi è?!" miagolava con gli occhi socchiusi.
"Taci, impiastro!" sibilò Bea. "Robin è il Maestro Pasticcere del Ponte e oggi c'è l'inaugurazione della sua Caverna dei Biscotti, l'avevamo dimenticato! Il Vento gliene ha fatta costruire una per tutti noi, i lavori sono finiti, da oggi avremo biscotti a volontà!"
Robin era un bel pastore tedesco, nato e vissuto in un paese pieno di grandi laghi e spazi aperti che chiamavano Polonia. Portava al collo, come una medaglia, un nastro da cui pendeva la metà esatta di un cioccolatino; il cioccolatino l'aveva creato lui medesimo, ne aveva mangiato la metà e l'altra metà se l'era appesa al collo a perenne simbolo e ricordo dell'infinito amore per la sua Małgorzata, che in un giorno lontano aveva diviso un cioccolatino avuto in regalo dalla madre con lui, suo fedele compagno. Robin era gelosissimo della sua medaglia e non permetteva a nessuno di toccarla: solo Małgorzata avrebbe potuto farlo, il giorno in cui si sarebbero riuniti.
"Dalej, chodźmy!" abbaiò Robin che quand'era emozionato parlava nella sua lingua. "Dai, andiamo!"
Pako era entusiasta, una Caverna dei Biscotti non l'aveva mai vista, e in più la camminata per visitare il Ponte gli aveva messo fame. All'inaugurazione c'era il pienone, le due aiutanti di Robin - Tarta la tartaruga e Grigia la gatta - portavano i biscotti agli avventori che mangiavano a quattro palmenti; Toc, data la sua bella voce, s'occupò degli intermezzi musicali; Morgan aveva occhi solo per Grigia, finalmente una sua simile, e che simile! Bea, Pesce e Pako mangiavano e si divertivano, e Robin si godeva il suo trionfo accarezzando felice la sua medaglia.
Toc andò a bere per rinfrescarsi l'ugola e si trovò vicino Pako a cui chiese "Allora, figliolo, ti piace qui?"
"Ahia" si disse Morgan scambiando un'occhiata furtiva con Pesce e Bea, che capirono al volo. Perché arrivava sempre il momento, prima o poi, in cui la nostalgia della famiglia arrivava prepotente e i nuovi arrivati si avvilivano. "Oh, è meraviglioso, Toc. Però ora ho bisogno di parlare con la mia mamma, devo dirle che sono arrivato, che sto bene. Mi puoi aiutare?" abbaiò candidamente Pako con la bocca piena e gli occhi che gli brillavano.
Bea arrivò in soccorso di Toc che era ammutolito, gli piangeva il cuore a dover dire che no, non lo poteva aiutare.
"Non si può, Pako" abbaiò dolcemente Bea. "Tutti noi lo abbiamo desiderato intensamente appena arrivati ma non ci è possibile; l'unica è andare a trovare le farfalle e mettersi in fila per i sogni, ma è una fila lunghissima...noi aspettiamo da anni".
"Ah" si limitò ad abbaiare Pako continuando a masticare i suoi biscotti, poi aggiunse "Sono un guerriero, ho combattuto e vinto tante battaglie, ce la farò anche stavolta".
Nei giorni successivi Pako girò nuovamente per tutto il Ponte, facendo la conoscenza di tutti i suoi abitanti; al mattino si presentava alla Caverna dei Biscotti, salutava un indaffarato Robin che gli rispondeva nella sua lingua, "Cześć Pako!", si faceva dare qualche biscotto da Tarta o da Grigia, e si metteva ostinatamente in cammino. A chiunque incontrasse ripeteva la sua domanda: "ho bisogno di parlare con la mia mamma, mi puoi aiutare?" e ognuno gli dava la stessa risposta: "non posso, ma tu puoi metterti in fila".
Bea, Pesce, Morgan e Toc avevano deciso di lasciarlo fare, era tosto il piccoletto, ma prima o poi l'avrebbe capito e loro sarebbero stati lì per lui nel momento delicato della resa. Una mattina Pako era al Campo del Sole quando vide arrivare Falena, la farfalla amica di Bea. "Ciao Pako" lo salutò, "sono Falena, che fai dalle mie parti?" Lui le pose la solita domanda, lei rispose come gli altri e allora Pako iniziò ad avvilirsi. Davvero non c'era speranza?
Falena gli spiegò la faccenda dei sogni: la sua sorella più anziana, la Veneranda Vanessa, avrebbe preso nota del suo nome e gli avrebbe dato un numero. Quando sarebbe arrivato il suo turno la Veneranda Vanessa lo avrebbe portato dritto dritto nel sogno di sua madre, un sogno più reale della realtà! Un sogno in cui tutto era permesso, in cui lui avrebbe potuto dirle tutto ciò che voleva. Ma la fila era lunga, tanto lunga, troppo lunga per Pako che tornò indietro col morale sotto alle zampe. Bea, Pesce e Toc tentarono di consolarlo come meglio potevano, Robin preparò un biscotto speciale per lui, ma il successo arrise a Morgan che gli si piantò davanti con gli occhi a fessura, le unghie in vista e un'aria poco raccomandabile.
Ruggì: "Guerriero Pako! Mi ascolti?!"
"Sissignore!" fece lui atterrito, facendo un passo indietro e sgranando gli occhi per la sorpresa.
"Molto bene! Scriverai una poesia per la tua mamma, andremo sulla Montagna del Vento e gliela leggerai! Non importa se oggi non potrà sentirti, i miracoli accadono! Magari domani, dopodomani o il giorno dopo ancora! Domani poi andrai di corsa dalla Veneranda, ti metterai in fila e avrai il tuo numero come tutti noi!! Crederci sempre e arrendersi mai, guerriero Pako!"
Pako si rianimò e decise che quello sarebbe diventato il suo motto. Per la sua prima poesia chiese aiuto a Pesce perché era un artista, ma fu Bea a recitargliene una che sapeva a memoria: l'aveva letta anni prima su una pagina animalista che seguiva sua mamma, e Pako la trovò stupenda. Salirono tutti dal Vento, a cui Robin portò in dono la sua ultima creazione, un biscotto al cioccolato, per addolcirlo un po'; il Vento gradì e permise a Pako di recitare la sua poesia, lui avrebbe soffiato per portare le parole sulla Terra, di più non poteva fare. Pako guardò Morgan che gli fece un cenno col capo, si schiarì la voce e cominciò:
"Racchiusi dentro di te troverai sempre
i ricordi dei giorni più belli vissuti con me
ma io tra i miei pensieri
avrò sempre il ricordo
dell'ultimo tuo sguardo,
il tuo ultimo saluto
l'ultimo pensiero per me
che sono stato qualcosa di unico
qualcosa di magico.
Vado via ma porto con me
nel paradiso speciale degli animali
l'ultima carezza di chi
mi porterà sempre
in un posto speciale del suo cuore"
Guardò per un attimo giù verso la Terra e abbaiò: "Domani andrò a mettermi in fila per i sogni, mamma! E imparerò altre poesie, e verrò quassù a leggertele. Sono, e sarò per sempre, il tuo guerriero!"
Poi, finalmente più sereno, si voltò verso Robin e abbaiò sottovoce: "Me lo dai un biscotto? Sono un guerriero...tanto goloso!"
E sorrise, pensando alla sua mamma.
Responder

toniprimo

  hace 4 meses
Dire di avere la pelle d'oca e'poco...sto a piangere come un.bambino,sei davvero eccezzionale Morgan!!!Pako sarà fiero di aver trovato tanti bravissimi amici sul ponte dell'arcobaleno!!Ciao Pako Ciao Morgan!!
2 comentarios

Claire_Redfield

  hace 4 meses
Davvero Morgan,come scrive Zia,che sei speciale lo sappiamo in tanti.
Un bel racconto che ci fa sorridere e commuovere. Mentre leggevo pensavo,tutta orgogliosa "ecco,quello è il mio Pesce!" e, sarà che sono cotta come una zucchina,ma è bello pensare a tutti i nostri compagni di avventure che ora ne vivono altre insieme tra loro.
Una buonanotte a voi e a loro e un altro bacino al piccolo Pako.
1 comentarios

ziamago

  hace 4 meses
Che sei speciale lo sappiamo in tanti, amiro te per forza che hai di stare accanto, di essere a disposizione per tutti pelossetti. Complimenti Morgan, davvero. In più le tue storie che toccano il cuore. Da una parte (dopo aver pianto 2 ore) non è triste, ottimistica per noi, crediamo fortemente che loro riavranno vita felice, ritrovano amore. Da altre parte sappiamo che soffrono la separazione, come noi.
Più ti leggo più mi sento serena per miei pelossetti che sono saliti su arcobaleno, mi mancano tutti, Robin forse più perché era mio primo amore. Un pasticcere dici? Ahaha! Tale madre tale figlio :))
Polacco perfetto, sapevi la storia di cioccolatino? Non mi ricordo di aver raccontato(la vecchiaia). Leggendo tua favola stupenda, piangendo vedevo poco, arrivata al punto di mio cane, un pianto dirotto! Ero al lavoro! Mi dovevo fermare. Grazie Morgan. Adesso sono più serena anche se occhi ho ancora con lacrime.
Una favola per Pako che era uno di pochi fortunati sulla terra Ma io ci voglio pensare che anche per tutti quelli che amore umano non hanno conosciuto.
Morgan anche oggi, grazie a te era una giornata significativa, ho abbracciato mio amore Robin, Koral, Kaja, abbracciando Misia e Ciccio sentivo loro.
Un abraccio forte a te Morgan, non cambiare mai, sei una Grande Donna!
1 comentarios

sisì

  hace 4 meses
Che bella Morgan, hai il dono di emozionare i nostri cuori e farci vivere davvero quel meraviglioso luogo dove speriamo li troveremo ad aspettarci, e non trattengo mai le lacrime! Pako ha trovato tanti amici ad aspettarlo e lo sapranno consolare perchè come lui sono stati tutti molto amati e quindi lo capiscono. Ciao meravigliosa Morgan buona serata:)))
1 comentarios

Ziapi

  hace 4 meses
Che fantasia Morgan... E quanta delicatezza. Pako e Dani non avrebbero potuto avere dedica più bella. Grazie e buonanotte:-)
1 comentarios

._.Silvia._.

  hace 4 meses
Ciao Pako ❤, ciao Morgan❤ no, non leggo.
Ciao Fra , sai già perchè.
1 comentarios

nevathrad

  hace 4 meses
Grazie Morgan... un racconto tenero, amorevole, coinvolgente fino alle lacrime...
Ognuno di noi ha inevitabilmente ripensato ai propri piccolini con affetto e tenerezza e il cuore ancora pieno di commozione...
1 comentarios

jennyeffe

  hace 4 meses
ecco fatto il top-flop con la poesia, spero di aver indovinato l'immagine di Pako
1 comentarios

k.a.t.i.a

  hace 4 meses
Fra...complimenti! Sei fantastica.....non ho parole!
3 comentarios

santapazienza

  hace 4 meses
Mi sono commossa tantissimo!!!! bellissima e bravissima!!!!
1 comentarios
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